Menopausa e depressione: perché e come intervenire
Pubblicato da      12/05/2026
Menopausa e depressione: perché e come intervenire

Perché il rischio di depressione aumenta in menopausa?
In che modo la dieta influenza i meccanismi biologici della depressione?
Quali modelli alimentari e nutrienti sono associati a una riduzione dei sintomi depressivi?
Quali evidenze esistono su integratori, fitoterapia e interventi dietetici nella depressione in menopausa?

A queste domande risponde la dott.ssa Valeria Galfano nel libro "Dieta e allenamento in menopausa".

Perché durante la menopausa aumenta il rischio di depressione?

Il rischio di depressione raddoppia durante la perimenopausa; la diagnosi e il trattamento risultano complessi poiché i sintomi tendono spesso a sovrapporsi. L’aumento del rischio depressivo potrebbe essere spiegato dalle variazioni dei livelli ormonali, in particolare dell’estradiolo, che possono smascherare una vulnerabilità preesistente.

Tuttavia, numerosi altri fattori spesso interconnessi contribuiscono a questa condizione, sovrapponendosi ai fattori biologici. Tra questi rientrano elementi demografici, psicologici e socio-ambientali.

Menopausa e depressione: infiammazione, microbiota e salute mentale

Il miglioramento della qualità della dieta potrebbe apportare benefici a diversi processi coinvolti nell’eziologia dei disturbi mentali, tra cui l’infiammazione cronica di basso grado, la disfunzione mitocondriale, lo stress ossidativo e nitrosativo.

Anche la disbiosi intestinale è stata proposta tra le possibili cause della depressione poiché il microbioma è coinvolto nella modulazione della risposta allo stress, della funzione immunitaria, della neurotrasmissione e della neurogenesi.

Una maggiore aderenza a modelli alimentari sani può essere associata a una riduzione dei sintomi depressivi. Recenti revisioni sistematiche hanno dimostrato che i modelli dietetici proinfiammatori sono associati a un’incidenza significativamente più elevata di depressione.

Composti bioattivi e nutrienti protettivi

I modelli alimentari sani, come la dieta mediterranea o quelli vegetali, apportano un’ampia varietà di composti bioattivi che interagiscono in modo benefico con i percorsi implicati nella salute mentale.

Per esempio, frutta e verdura contengono un’alta concentrazione di polifenoli, associati a tassi ridotti di depressione grazie alle loro proprietà antinfiammatorie, neuroprotettive e prebiotiche.

Inoltre, vitamine, acidi grassi omega-3, probiotici, minerali come zinco e magnesio e fibre come l’amido resistente possono avere un effetto protettivo nei confronti delle malattie mentali.

Menopausa e depressione: effetti negativi degli alimenti ultra-processati

Occorre ridurre il consumo di cibi ultra-processati come carni lavorate, carboidrati raffinati e altri composti infiammatori. Gli elementi presenti in questi alimenti trasformati, tra cui acidi grassi saturi, dolcificanti artificiali ed emulsionanti, possono infatti alterare il microbioma intestinale e attivare i percorsi infiammatori.

Diete dimagranti e salute mentale

Recenti studi hanno mostrato che gli interventi dietetici mirati alla perdita di peso possono ridurre significativamente i sintomi depressivi. I benefici psicologici delle diete dimagranti potrebbero essere collegati alla riduzione dell’obesità, poiché il sovrappeso si associa a un rischio elevato di depressione.

Il tessuto adiposo in eccesso aumenta infatti la produzione di citochine pro-infiammatorie e l’obesità riduce la segnalazione dell’insulina nel cervello, aumentando la neuroinfiammazione con conseguenti comportamenti simil-depressivi.

Per saperne di più leggi "Dieta e allenamento in menopausa".

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