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A che età si va in menopausa: il fumo può anticiparla 22/04/2026Sintomi di osteoporosi in menopausa: come intervenirePubblicato da Staff Edizionilswr 12/05/2026
Perché il rischio di osteoporosi aumenta durante la menopausa?
Quali fattori compromettono la salute delle ossa in menopausa?
Qual è il ruolo di vitamina K, vitamina D e calcio nel metabolismo osseo?
Quali sono le raccomandazioni nutrizionali e di stile di vita per prevenire l’osteoporosi?A queste domande risponde la dott.ssa Valeria Galfano nel libro "Dieta e allenamento in menopausa".
Osteoporosi in menopausa: cause più comuni
L’osteoporosi è una condizione cronica e progressiva che colpisce molte donne durante la menopausa, soprattutto in presenza di bassi livelli di vitamina D.
La salute dell’osso può essere compromessa da uno stato nutrizionale alterato, come sovrappeso, obesità, malnutrizione o sarcopenia, ma anche da carenza di vitamina D, ipercalciuria, uso di farmaci che influenzano il metabolismo osseo e condizioni che interferiscono con l’assorbimento dei nutrienti.
Tra queste rientrano la celiachia, le malattie infiammatorie croniche intestinali, la gastrectomia, le malattie epatiche e i tumori gastrointestinali.
Sintomi di osteoporosi in menopausa: come intervenire
I sintomi di osteoporosi in menopausa possono manifestarsi tardivamente, spesso quando la fragilità ossea è già avanzata. Per questo motivo la prevenzione diventa fondamentale.
Durante la menopausa è importante introdurre modifiche dello stile di vita per ridurre il rischio di fratture legate all’osteoporosi. Le strategie preventive includono il raggiungimento e il mantenimento di un buono stato nutrizionale, un’alimentazione equilibrata con adeguato apporto di calcio e vitamine — soprattutto D e K — la pratica regolare di attività fisica, la cessazione del fumo e l’eliminazione dell’alcol.
Con l’avanzare dell’età aumenta inoltre il fabbisogno di vitamina D, da 15 a 20 μg/die, e di vitamina K, da 140 a 170 μg/die, entrambe coinvolte nella regolazione del metabolismo osseo e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.
Perché in menopausa aumenta il fabbisogno di vitamina K?
In menopausa il fabbisogno di vitamina K tende ad aumentare perché cambiano i meccanismi di regolazione del metabolismo osseo.
Questa vitamina svolge un ruolo essenziale nell’attivazione dell’osteocalcina, una proteina prodotta dagli osteoblasti che deve essere carbossilata dalla vitamina K per poter legare efficacemente il calcio e favorirne il corretto deposito nella matrice ossea.
A causa del deficit estrogenico aumenta il turnover osseo: l’osso viene riassorbito più rapidamente e la qualità della neoformazione peggiora. In questo contesto, una maggiore disponibilità di vitamina K è necessaria per garantire che il nuovo tessuto osseo sia adeguatamente mineralizzato.
Il calo degli estrogeni influisce anche sull’espressione e sull’attività delle proteine vitamina K-dipendenti, riducendo l’efficienza dei meccanismi che regolano la distribuzione del calcio tra osso e tessuti molli.
La vitamina K contribuisce infatti a indirizzare il calcio verso l’osso e a limitarne la deposizione in sedi inappropriate, come le pareti vascolari.
Vitamina K, calcio e vitamina D: un equilibrio fondamentale
Un altro aspetto importante riguarda l’interazione tra vitamina K, vitamina D e calcio. In menopausa aumenta il fabbisogno complessivo di nutrienti coinvolti nella salute ossea, ma senza un adeguato apporto di vitamina K l’aumento di calcio e vitamina D potrebbe non tradursi in un reale beneficio per l’osso.
Le alterazioni del microbiota intestinale, più frequenti in età matura, possono inoltre ridurre ulteriormente la disponibilità della vitamina K, aumentando il rischio di una carenza funzionale.
La qualità dell’osso non dipende solo dalla quantità di tessuto osseo, ma anche dalla sua microarchitettura e dalla resistenza meccanica. Anche in questo caso la vitamina K svolge un ruolo importante.
Come fare integrazione di vitamina K?
Alcuni studi clinici riportano che, in chiave preventiva, la supplementazione con 5 mg/die di vitamina K1 (fillochinone) per 2-4 anni può svolgere un’azione protettiva nei confronti delle fratture nelle donne in postmenopausa con osteopenia.
L’assunzione di 45 mg/die di vitamina K2 (menachinone), suddivisa in tre dosi da 15 mg, è stata invece associata a un aumento del contenuto minerale del femore e a un miglioramento della resistenza ossea.
È però necessario prestare attenzione ai protocolli di integrazione “fai da te”, poiché la vitamina K è fondamentale per la sintesi epatica dei fattori della coagulazione. Una sua carenza o un’integrazione non controllata possono interferire con farmaci anticoagulanti orali come il Warfarin.
Funzione della vitamina D
Il ruolo principale della vitamina D è mantenere un’adeguata mineralizzazione ossea attraverso il controllo delle concentrazioni plasmatiche di calcio e fosforo.
La maggior parte del fabbisogno viene coperta dalla sintesi endogena durante i mesi estivi grazie all’esposizione della pelle alla luce solare. Tuttavia, quando la radiazione UV-B non è sufficiente, diventa importante anche l’apporto alimentare.
Questo accade soprattutto nei mesi freddi, nelle persone che trascorrono poco tempo all’aperto o che indossano abiti che coprono completamente la pelle.
Tra le fonti alimentari più ricche di vitamina D troviamo olio di fegato di merluzzo, aringa, tonno, salmone, tuorlo d’uovo, latticini e frattaglie.
Sintomi di osteoporosi in menopausa e carenza di vitamina D
La carenza di vitamina D può dipendere da diversi fattori, tra cui invecchiamento, pigmentazione cutanea, mancata esposizione al sole, obesità, malassorbimento intestinale e ridotto apporto dietetico.
Questa condizione si associa a ridotte concentrazioni di calcio e fosforo e, se protratta nel tempo, può causare alterazioni ossee e muscolari oltre a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari e neoplastiche.
Anche in questo caso è importante evitare protocolli di integrazione autogestiti: un’intossicazione da vitamina D può provocare nausea, diarrea, poliuria, ipercalcemia, ipercalciuria, nefrolitiasi, ridotta funzione renale e calcificazione dei tessuti molli.
Per saperne di più leggi "Dieta e allenamento in menopausa".
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