Autismo: strategie per affrontare il bullismo al lavoro
Pubblicato da      02/12/2022     News
Autismo: strategie per affrontare il bullismo al lavoro

Strategie per quando si è bullizzati, presi in giro, rifiutati e ridicolizzati

Purtroppo per un lavoratore autistico è più probabile essere oggetto di bullismo, prese in giro, rifiuto e ridicolizzazione rispetto ai colleghi neurotipici. 

“Le conseguenze psicologiche di questi episodi possono costituire un importante fattore di aumento dello stress e di sentimenti di depressione e ansia al lavoro” spiegano Tony Attwood and Michelle Garnett nel loro nuovo libro “Autismo al lavoro - Un programma in sette fasi per riuscire meglio nel mondo del lavoro” (Edizioni Lswr). 

Sette tipologie di bullismo: 

Verbale: commenti dispregiativi, osservazioni imbarazzanti, prese in giro riguardo alle proprie capacità o personalità
Fisico: urti, spintoni, prendere qualcosa della persona oggetto di bullismo
Emotivo: scherzi, pettegolezzi malevoli, derisione
Intimidatorio: minacce, atti aggressivi o che generano una sensazione di paura
Sessuale: essere toccati in aree del corpo che considerate private, richieste di vestirsi in modi che non piacciono
Informatico: postare su Internet informazioni scorrette, dicerie o commenti insultanti sulla persona oggetto di bullismo
Economico: richiedere di effettuare pagamenti per cose che non si vogliono, chiedere denaro in prestito senza poi restituirlo

“Spesso chi compie atti di bullismo è bravo a individuare gli argomenti su cui si è maggiormente vulnerabili e i punti deboli – spiegano gli autori - Di solito a essere preso di mira è chi sta spesso da solo e manca di fiducia in se stesso e protezione da parte dei colleghi”.

Perché si commette bullismo? I motivi principali: 

• Per diventare il “capobranco” o l’“ape regina” tra i colleghi
• Perché si ritiene che essere aggressivi sia un tratto di personalità positivo
• Per disprezzare chi è diverso o chi magari ha competenze lavorative superiori alle proprie
• Per ottenere qualcosa dalla persona oggetto di bullismo
• Per far ridere gli altri. 

Le strategie utili per quando si è bullizzati

• Dopo un episodio registrare in dettaglio le circostanze, i partecipanti e la sequenza degli eventi, comportamenti e commenti, oltre agli effetti su di sé e le proprie prestazioni al lavoro: servono prove di quello che è successo.
• Cercare i consigli, la verifica e la validazione della propria esperienza da parte di un collega di lavoro
• Fare in modo di avere l’opportunità di “tirare le somme” dal punto di vista emotivo con una persona fidata, al lavoro o a casa
• Mettere a punto una reazione assertiva e provarla con la persona fidata o il mentore, nel caso l’episodio dovesse ripetersi
• Creare dei pensieri da usare durante e dopo l’episodio, per mantenersi calmi e contenere la propria reattività emotiva
• Essere al corrente dei regolamenti e delle politiche aziendali rispetto a questo genere di episodi e sapere chi contattare nell’organizzazione per riportare queste azioni. 

“Ricordate che le conseguenze del bullismo al lavoro possono portare a una diminuzione delle prestazioni o alle dimissioni di persone che sono una risorsa per il datore di lavoro” ricordano gli autori.

• Ignorare (se ci si riesce), tentando però di non mostrarsi visibilmente stressati o arrabbiati
• Chiedere assertivamente alla persona di smettere

Vuoi saperne di più?

Leggi "Autismo a lavoro" di Tony Attwood and Michelle Garnett.

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