Ortoressia nervosa: sintomi e rimedi
Pubblicato da      27/01/2026
Ortoressia nervosa: sintomi e rimedi

Ortoressia nervosa: quando mangiare sano diventa un’ossessione

Mangiare in modo equilibrato, scegliendo alimenti freschi e poco lavorati, è generalmente associato a benefici per la salute, come maggiore energia, benessere psicofisico e miglior gestione del peso. Il confine, però, può diventare sottile quando l’attenzione per il cibo si trasforma in rigidità, paura e controllo costante. In questi casi si può parlare di ortoressia nervosa, una condizione sempre più diffusa nelle società occidentali. Ce ne parla in maniera dettagliata la dott.ssa Valeria Galfano, autrice di "Dieta e allenamento al femminile". Nel libro analizza approfonditamente i disturbi alimentari nello sport e nell'attività agonistica, e delle sue ripercussioni sia sugli uomini che sulle donne. 

Cos’è l’ortoressia nervosa

L’ortoressia nervosa è caratterizzata da una preoccupazione eccessiva e persistente per l’alimentazione considerata “sana” o “pura”. A differenza di un semplice interesse per la nutrizione, questa ossessione genera ansia, senso di colpa e una progressiva compromissione della qualità della vita. La persona tende a seguire regole alimentari rigide e autoimposte, spesso basate su informazioni non scientifiche o semplificazioni estreme legate alla salute.

Fattori di rischio dell’ortoressia nervosa

Diversi elementi possono favorire lo sviluppo dell’ortoressia nervosa. Tra i principali fattori di rischio troviamo:

  • tratti di personalità come perfezionismo, rigidità e nevroticismo;

  • una storia di diete restrittive;

  • insoddisfazione corporea e confronto costante con ideali estetici irrealistici;

  • esposizione continua a messaggi sul “mangiare sano” veicolati da social media e media tradizionali.

Stress elevato, ansia, bisogno di controllo e il desiderio di appartenenza a comunità orientate alla salute possono rafforzare ulteriormente i comportamenti ortoressici.

Categorie maggiormente esposte

Alcuni contesti professionali presentano un rischio più elevato di sviluppare ortoressia nervosa. Tra questi rientrano nutrizionisti, dietisti, studenti di nutrizione, personal trainer, istruttori di fitness e studenti di scienze motorie. Una conoscenza approfondita dell’alimentazione, se non accompagnata da flessibilità e spirito critico, può infatti aumentare il controllo eccessivo sul cibo.

L’ortoressia nervosa è un disturbo riconosciuto?

Attualmente l’ortoressia nervosa non è inserita come diagnosi autonoma nei principali manuali diagnostici (DSM-5, DSM-5-TR, ICD-10). In ambito clinico, però, può essere inquadrata nei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione con altra specificazione (OSFED), quando la preoccupazione per l’alimentazione sana provoca restrizioni, sofferenza psicologica e difficoltà nel funzionamento sociale.

Ortoressia nervosa e anoressia nervosa: similitudini e differenze

L’ortoressia nervosa e l’anoressia nervosa condividono alcuni aspetti, come il perfezionismo, l’ansia, il bisogno di controllo e la rigidità comportamentale. In entrambi i casi, le trasgressioni alimentari vengono vissute come fallimenti personali.

La differenza centrale riguarda la motivazione:

  • nell’anoressia l’obiettivo principale è la magrezza;

  • nell’ortoressia nervosa la spinta è il raggiungimento della “salute perfetta”.

Diete vegetariane, vegane e ortoressia nervosa

Regimi alimentari vegetariani e vegani, spesso scelti per motivi etici o salutistici, possono offrire benefici, ma in alcuni casi rappresentano un fattore di rischio per l’ortoressia nervosa. L’introduzione di regole sempre più rigide e l’eliminazione di interi gruppi alimentari possono favorire l’inflessibilità e i comportamenti ossessivi legati al cibo.

Come si manifesta l’ortoressia nervosa

I segnali più comuni includono:

  • eliminazione progressiva di cibi un tempo apprezzati;

  • forte gratificazione legata al controllo dell’alimentazione;

  • elevata autodisciplina e rigidità;

  • senso di superiorità morale rispetto alle scelte alimentari altrui;

  • atteggiamenti giudicanti o “educativi” verso familiari e amici;

  • aumento di tempo e denaro dedicati al cibo;

  • rituali alimentari e connotazioni pseudo-spirituali.

Conseguenze psicologiche dell’ortoressia nervosa

L’ortoressia nervosa può avere un impatto significativo sul benessere emotivo, causando:

  • ansia intensa e preoccupazione costante per il cibo;

  • isolamento sociale e riduzione della vita relazionale;

  • senso di colpa e vergogna in caso di deviazioni dalle regole;

  • perdita del piacere legato ai pasti condivisi;

  • rigidità cognitiva e convinzioni distorte su salute e alimentazione.

In alcuni casi l’ossessione si estende anche ai familiari, creando conflitti e tensioni.

Conseguenze sulla salute fisica

Le diete fortemente restrittive tipiche dell’ortoressia nervosa possono portare a:

  • carenze nutrizionali (proteine, grassi, vitamine e minerali);

  • malnutrizione, osteoporosi e indebolimento del sistema immunitario;

  • aumento del rischio di infezioni legato al consumo esclusivo di cibi crudi.

Tra le possibili complicanze si osservano anemia, alterazioni elettrolitiche, bradicardia, squilibri ormonali e maggiore vulnerabilità alle malattie.

Come intervenire nell’ortoressia nervosa

Il trattamento dell’ortoressia nervosa deve essere personalizzato e può includere:

  • psicoeducazione, per comprendere il disturbo e i suoi effetti;

  • terapia cognitivo-comportamentale, per lavorare su pensieri rigidi e comportamenti disfunzionali;

  • consulenza nutrizionale, per ristabilire equilibrio e prevenire carenze;

  • alimentazione intuitiva, per recuperare il contatto con fame e sazietà;

  • pratiche di consapevolezza, autocompassione e riduzione del perfezionismo;

  • supporto familiare e sociale, per contrastare isolamento e stigma.

    Per saperne di più leggi "Dieta e allenamento al femminile". 

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