Dismorfismo muscolare o vigoressia: cos'è
Pubblicato da      27/01/2026
Dismorfismo muscolare o vigoressia: cos'è

Il dismorfismo muscolare è una variante del Disturbo da Dismorfismo Corporeo, in cui la preoccupazione non riguarda un difetto specifico, ma l’idea di avere una massa muscolare insufficiente o un corpo non abbastanza definito. La persona si percepisce “piccola” o “debole”, anche quando presenta una muscolatura nella norma o superiore alla media.

Questa convinzione alimenta rigidità, ansia e un progressivo restringimento della vita quotidiana.
Vediamo nel dettaglio perché e in quali circostanze si può maggiormente sviluppare, come intervenire e quali sono le conseguenze sulla vita di chi ne soffre. Ce ne parla la dott.ssa Valeria Galfano che nel suo libro "Dieta e allenamento al femminile" analizza dettagliatamente i disturbi alimentari nello sport e nell'attività agonistica, condizione che coinvolge sia uomini che donne. 

Origini storiche e influenze culturali del dismorfismo muscolare

La valorizzazione della muscolosità maschile non è un fenomeno recente. Già nel Medioevo alcuni uomini ricorrevano a stratagemmi come imbottire gli abiti o indossare armature pesanti per apparire più robusti. Nel corso del Novecento, l’ideale del corpo maschile — spalle larghe, petto pronunciato, vita stretta — si è consolidato, rafforzato anche dall’evoluzione dei giocattoli d’azione, sempre più muscolosi nel tempo.

Questi modelli culturali hanno contribuito a costruire un immaginario corporeo che oggi alimenta il dismorfismo muscolare.

La diffusione dell’ideale iper-muscoloso nella società moderna

Nel XXI secolo il bodybuilding è passato da pratica di nicchia a fenomeno ampiamente normalizzato. Social media, fitness culture e industria dell’integrazione hanno diffuso un modello corporeo iper-muscoloso, associato a percentuali di grasso estremamente basse.

Questo ideale, spesso irraggiungibile, può favorire lo sviluppo del dismorfismo muscolare, soprattutto nei soggetti più vulnerabili.

Quando la cura del fisico diventa patologica

Desiderare di migliorare il proprio aspetto fisico non è di per sé problematico. Il dismorfismo muscolare emerge quando l’attenzione verso il corpo diventa totalizzante e inizia a interferire con lavoro, relazioni sociali e benessere psicologico.

Allenarsi, mangiare e controllare il corpo diventano attività centrali, mentre tutto il resto passa in secondo piano.

Dismorfismo muscolare: colpisce uomini o donne?

Sebbene il dismorfismo muscolare possa interessare entrambi i sessi, la letteratura scientifica evidenzia una prevalenza nettamente maggiore negli uomini. Ciò è probabilmente legato a modelli culturali che associano forza e valore personale alla muscolosità maschile.

Categorie maggiormente a rischio di dismorfismo muscolare

Alcuni contesti possono aumentare la vulnerabilità al dismorfismo muscolare:

  • bodybuilding agonistico, dove il corpo viene costantemente valutato per dimensione, definizione e simmetria;

  • ambito militare, in cui sono richiesti standard fisici rigorosi e un’elevata prestazione corporea.

In questi ambienti, la pressione sul corpo può favorire o intensificare i sintomi.

Come riconoscere il dismorfismo muscolare

Nel Disturbo da Dismorfismo Corporeo la preoccupazione riguarda difetti percepiti come gravi ma poco visibili agli altri. Nel dismorfismo muscolare, invece, la persona è convinta di non essere abbastanza muscolosa o magra, anche quando appare allenata.

Questa convinzione porta a:

  • allenamenti eccessivi e compulsivi;

  • diete rigide e inflessibili;

  • compromissione della vita sociale e lavorativa.

Perché può svilupparsi il dismorfismo muscolare

Tra i fattori che possono contribuire allo sviluppo del dismorfismo muscolare troviamo:

  • bassa autostima e senso di inadeguatezza;

  • tratti perfezionistici;

  • percezione corporea distorta;

  • disagio e confronto costante con persone percepite come più muscolose.

Comportamenti tipici della vigoressia

Chi soffre di dismorfismo muscolare mette spesso in atto comportamenti di evitamento, come indossare abiti larghi anche in estate o evitare contesti in cui il corpo è esposto (mare, piscina, spogliatoi).

Sono frequenti:

  • controllo allo specchio ripetuto (anche 9–13 volte al giorno);

  • monitoraggio quotidiano del peso a orari fissi;

  • calo dell’umore dopo il checking corporeo.

L’alimentazione è caratterizzata da un controllo rigoroso di calorie e macronutrienti, con un’enfasi eccessiva sull’apporto proteico, spesso sovrastimato.

Molte ore della giornata vengono dedicate ad allenamento, pianificazione dei pasti, uso di integratori e monitoraggio dei risultati, con progressivo isolamento sociale.

Dismorfismo muscolare e rischio di suicidio

Il Disturbo da Dismorfismo Corporeo è associato a un rischio di mortalità più elevato rispetto a molti altri disturbi mentali. Nel dismorfismo muscolare, i pensieri suicidari rappresentano un aspetto clinico rilevante, che richiede particolare attenzione e interventi tempestivi.

Come intervenire nel dismorfismo muscolare

Attualmente non esistono trattamenti specifici basati su evidenze esclusivamente dedicate al dismorfismo muscolare. Tuttavia:

  • la terapia cognitivo-comportamentale può ridurre significativamente i sintomi;

  • la psicoterapia interpersonale può diminuire la gravità del disturbo e i pensieri suicidari, lavorando sulle relazioni e sul senso di appartenenza.

Un intervento precoce e multidisciplinare è fondamentale per migliorare la qualità della vita.

Per saperne di più leggi "Dieta e allenamento al femminile".

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