Come perdere peso: l'importanza del dialogo interno
Pubblicato da      28/08/2026
Come perdere peso: l'importanza del dialogo interno

Quanto incidono le parole che si usano con se stessi sul rapporto con il cibo e con il corpo?

Come si costruiscono le convinzioni che finiscono per condizionare le proprie scelte?

In che modo il dialogo interno può influenzare il raggiungimento degli obiettivi?

E perché, per cambiare davvero, non è sufficiente sapere semplicemente cosa mangiare, ma può essere importante anche imparare a comunicare con se stessi?

A queste domande risponde la farmacista e biologa Rachele Lucci, autrice di Oltre la dieta - Il metodo Neuro Coaching Nutrizionale® per ritrovare equilibrio tra mente, corpo ed emozioni (Edizioni LSWR).

Al centro del volume non c’è l’ennesima dieta, ma la consapevolezza che il comportamento alimentare non possa essere separato dalle emozioni, dall’immagine di sé e dal modo in cui si vive il proprio corpo.

Mangiare non è soltanto un atto legato alla nutrizione, ma un comportamento complesso nel quale interagiscono segnali biologici, emozioni, sensazioni e vissuto personale.

Il libro approfondisce inoltre il dialogo continuo tra cervello e corpo, spiegando il ruolo della neuroendocrinologia e dell’ipotalamo nella regolazione della fame, della sazietà, del metabolismo e del comportamento alimentare.

Come perdere peso: non guardare solo a cosa si mangia

Quando si parla di alimentazione e di cambiamento delle proprie abitudini, l’attenzione viene spesso concentrata quasi esclusivamente su cosa mangiare, quanto mangiare e quali comportamenti adottare.

Eppure, secondo l’approccio del Neuro Coaching Nutrizionale, esiste un altro elemento che può avere un ruolo importante nel percorso: il modo in cui una persona comunica con se stessa.

Le parole utilizzate, le immagini che si hanno del proprio corpo, le sensazioni associate al cibo e il dialogo interno attraverso cui vengono interpretate le esperienze contribuiscono infatti a costruire una rappresentazione personale della realtà.

È proprio questa rappresentazione a orientare, secondo l’approccio descritto nel volume, emozioni, decisioni e comportamenti.

Per questo, quando ci si chiede come perdere peso, può essere utile non fermarsi alla sola composizione del piano alimentare, ma osservare anche ciò che accompagna ogni scelta: pensieri, emozioni, aspettative e significati personali.

Come perdere peso lavorando anche sulla comunicazione interna

La comunicazione efficace viene comunemente associata alla capacità di esprimersi, farsi comprendere o relazionarsi con gli altri. Esiste però anche una dimensione interna della comunicazione, che riguarda il modo in cui si interpreta ciò che si vive e il modo in cui lo si racconta a se stessi.

Dal punto di vista neurocognitivo, il cervello non registra la realtà come una fotografia oggettiva. Riceve informazioni attraverso i sensi, le collega alle esperienze precedenti e attribuisce loro un significato.

Da questo processo nasce una rappresentazione soggettiva della realtà che contribuisce a determinare come ci si sente e come si reagisce.

Anche un alimento, un cambiamento del peso o un’immagine allo specchio possono quindi assumere significati differenti a seconda della storia personale e delle associazioni costruite nel tempo.

Questo significa che, in un percorso finalizzato a perdere peso, può essere utile osservare anche la narrazione che accompagna il cambiamento.

Una persona può vivere lo stesso risultato sulla bilancia come una conquista, un’altra come una conferma delle proprie insicurezze. Il dato può essere lo stesso, mentre cambia il significato attribuito a quel dato.

Le parole possono attivare emozioni e comportamenti

Nel rapporto con l’alimentazione, alcune parole possono essere tutt’altro che neutre.

“Dieta”, “controllo”, “sgarro”, “fame”, “grasso” possono evocare, in alcune persone, emozioni e sensazioni corporee immediate.

La parola “dieta”, per esempio, può indicare semplicemente un insieme di indicazioni alimentari. Ma se nella propria esperienza è stata associata ripetutamente a privazione, rigidità, rinuncia, fallimento o frustrazione, può essere sufficiente incontrarla nuovamente per riattivare quelle associazioni.

È questo uno degli aspetti affrontati dalla neurosemantica: il significato attribuito a uno stimolo contribuisce a determinarne l’impatto sull’esperienza personale.

Il punto, quindi, non è che una determinata parola abbia lo stesso effetto su tutti. È il significato personale associato a quella parola a fare la differenza.

Per questo può essere utile prestare attenzione alle espressioni utilizzate abitualmente quando si parla del proprio corpo, dell’alimentazione e dei risultati raggiunti.

Dal “ho fallito” al “sono un fallimento”: quando il linguaggio diventa identità

Il dialogo e la comunicazione interna, con il tempo, possono contribuire alla costruzione di convinzioni.

Un’esperienza, soprattutto quando viene ripetuta o vissuta con una forte intensità emotiva, può essere interpretata attraverso una frase. Se quella frase viene riproposta nel tempo, può trasformarsi in una convinzione.

La differenza è sostanziale.

“Questa volta ho mangiato più del previsto” descrive un episodio.

“Io non ho controllo” definisce invece una caratteristica personale.

“Questa dieta non ha funzionato” riguarda una specifica esperienza.

“Io non riesco mai a essere costante” diventa invece una definizione di sé.

È attraverso passaggi di questo tipo che un comportamento può finire per essere percepito non più come qualcosa che si fa, ma come qualcosa che si è.

Il linguaggio passa così dalla descrizione dell’esperienza alla costruzione dell’identità: “ho fallito” può diventare “sono una persona che fallisce”; “ho mangiato troppo” può trasformarsi in “non ho controllo”.

Quando una convinzione si lega all’identità, modificarla può diventare più complesso, perché non sembra più necessario mettere in discussione un semplice pensiero, ma ciò che si crede di essere.

Le convinzioni possono condizionare il percorso di perdita di peso

Una convinzione non è necessariamente una descrizione oggettiva della realtà. Può essere il risultato di esperienze, interpretazioni e messaggi ripetuti nel tempo.

Nel rapporto con il corpo e con il cibo, questo può tradursi in frasi come:

  • “Non riuscirò mai a perdere peso.”

  • “Non ho abbastanza forza di volontà.”

  • “Con il cibo perdo sempre il controllo.”

  • “Non riesco a essere costante.”

  • “Il mio corpo non collabora.”

Ripetere continuamente queste affermazioni può contribuire a consolidare una determinata rappresentazione di sé.

Per questo, lavorare sul linguaggio interno non significa semplicemente sostituire una frase negativa con una frase positiva. Significa imparare a distinguere un comportamento dalla definizione della propria identità.

“Ho interrotto il percorso” non equivale a “non sono capace di portarlo avanti”.

“Ho mangiato più di quanto previsto” non equivale necessariamente a “non ho controllo”.

“Questa strategia non ha funzionato” non significa “io non posso riuscire”.

Questa distinzione permette di leggere l’esperienza in maniera più flessibile e di evitare che un singolo episodio venga trasformato in una definizione permanente di sé.

Come modificare il dialogo interno senza negare la propria esperienza

Cambiare il modo di parlare a se stessi non significa negare le difficoltà o costruire una narrazione artificiosamente positiva.

Significa, piuttosto, imparare a utilizzare un linguaggio più preciso e aderente all’esperienza.

Un errore può essere riconosciuto come tale senza trasformarlo in un giudizio sulla propria persona. Una difficoltà può essere osservata senza diventare una prova della propria incapacità.

Questo approccio consente di spostarsi dal giudizio alla comprensione e dall’identificazione con il problema alla sua osservazione.

Nel percorso alimentare, può essere quindi utile chiedersi:

Che cosa è realmente accaduto?

Come è stato interpretato?

Quale frase è comparsa immediatamente nella mente?

Quella frase descrive un fatto o sta definendo la persona?

Sono domande semplici, ma possono aiutare a rendere più consapevole il dialogo interno.

Il cambiamento non riguarda soltanto ciò che si mangia

Sapere cosa mangiare rappresenta una componente importante di un percorso alimentare, ma la conoscenza non sempre è sufficiente a modificare un comportamento consolidato.

Una persona può sapere perfettamente quale scelta sarebbe più adeguata e, in determinate circostanze, comportarsi comunque diversamente.

È qui che diventano importanti le condizioni nelle quali avviene la scelta: il livello di stress, la stanchezza, le emozioni, le abitudini, le convinzioni e il modo in cui viene interpretata la situazione.

Per questo un percorso finalizzato a perdere peso può beneficiare di una visione più ampia, nella quale l’alimentazione viene considerata insieme agli altri elementi che contribuiscono a determinarne il comportamento.

Per saperne di più leggi "Oltre la dieta"

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