Cani da compagnia e stress: cause, sintomi e quando può compromettere la sua salute
Pubblicato da      23/11/2022     I nostri amici a quattro zampe
Cani da compagnia e stress: cause, sintomi e  quando può compromettere la sua salute

Il cane da compagnia ha certo una grande fortuna: vive in una famiglia, viene accudito e amato ma spesso viene lasciato in casa, solo e inattivo per lunghe ore. 

Inoltre: 

- vive quasi sempre al guinzaglio,
- viene privato di un ambiente naturale nel quale muoversi liberamente e annusare,
- non può interagire con altri cani al di fuori del controllo e della presenza del proprietario. 

“Può sembrare un cane che sta bene, ma in realtà non è così” dice Aldo La Spina, autore di “Manuale di rieducazione comportamentale cinofila - Come correggere i comportamenti indesiderati del cane” (Edizioni Lswr).
Nel libro l’autore spiega quali sono le sofferenze e le problematiche che possono manifestarsi nel pet e spiega come rieducarlo, per restituire al cane il suo benessere. Presenta quindi il metodo ALS per la rieducazione del cane, illustrandolo nei dettagli e che potrà essere utilizzato sia dai professionisti che dai proprietari, che devono essere co-partecipi per percorso di rieducazione. 

Le causa di stress dei cani sono diverse da quelle degli umani

Per il cane, gli eventi causa di stress sono diversi da quelli che viviamo noi. E anche se il quattrozampe cerca di dircelo, ancora pochi sono in grado di capirlo. 
Quando gli stress diventano eccessivi, e i disagi del cane molto forti, non basta l’educazione cinofila e occorre pensare alla rieducazione

Ogni razza ha le sue caratteristiche. Ignorarle causerà stress nel pet 

Ciascun individuo risponde in modo diverso allo stress, interpretando a modo suo le sollecitazioni anche in base alle esperienze passate. Incidono tanto l’eredità genetica quanto le esperienze e i comportamenti appresi.
Nel cane c’è anche la variante della razza: per alcuni cani non è difficile correre per ore, per altri una fatica eccessiva. Alcuni cani sono molto curiosi, o frenetici o socievoli. Altri più indifferenti, placidi e introversi.
“Se un cane di una razza predisposta alla corsa e all’inseguimento è tenuto chiuso in appartamento a lungo svilupperà facilmente dei disturbi – spiega Aldo La Spina - Se un cane poco socievole, come un “primitivo”, viene messo in una famiglia piena di bambini e di altri animali, facilmente avrà delle reazioni particolari”.
Per prevenire i disturbi da stress occorre assecondare il più possibile le sue predisposizioni e attitudini.
La scelta del cane, quindi, andrebbe fatta con cognizione di causa, sapendo per quale motivo lo vogliamo, che cosa vogliamo fare con lui.

Fra le maggiori fonti di stress nel cane ci sono:

• comportamenti incomprensibili per il cane (mancanza di comunicazione adeguata) e incertezza nelle aspettative;
• costrizione e deprivazione sensoriale;
• cambiamenti improvvisi;
• eventi come visita veterinaria, viaggi, esposizioni, toelettatura ecc.;
• cambiamenti atmosferici;
• solitudine;
• sovraffollamento;
• bambini vivaci;
• maltrattamento;
• trascuratezza (mancato soddisfacimento dei bisogni fisici e relazionali essenziali);
• malattie fisiche;
• carenza di sonno;
• inattività: assenza di stimoli e mancanza di impegno in compiti;
• superlavoro: impegnare il cane in prove di lavoro continuative o richiedere al cane di mantenere l’attenzione per tempi lunghi, senza permettergli di recuperare tra una sessione e l’altra;
• giochi troppo pesanti;
• addestramento coercitivo;
• punizioni scorrette ed eccessive.

Il cane lancia dei segnali per farci comprendere se e quanto è stressato e sono, per esempio:

• sbadigli;
• leccamento (il cane si lecca, oltre al corpo anche le labbra);
• flatulenza;
• sudorazione dalle zampe;
• ansimazione;
• annusamento (per esempio quando il cane riceve un comando ma invece di eseguirlo annusa per terra);
• tremore;
• forfora;
• atto del montare;
• prurito e grattamenti eccessivi;
• bassa reattività ai comandi. 

Saper ascoltare e comprendere questi segnali è un primo passo per garantire una vita serena al pet da compagnia, che ha sue specifiche necessità che devono essere ascoltate e comprese. 

“Presi isolatamente, questi segnali potrebbero significare altro. Ma se sono presenti più segnali contemporaneamente e se si fanno sempre più netti e intensi, possono portare il cane a perdere il controllo di sé. E sarà difficile, poi, calmarlo” conclude Aldo La Spina.
Occorre quindi prestare sempre attenzione e non trascurare i segnali con cui ci comunica il suo disagio. 

L’autore 

Aldo La Spina. Esperto di comportamento animale riconosciuto a livello internazionale da APBC (Association of Pet Behaviour Counsellors), educatore cinofilo e specialista della rieducazione, docente presso università ed enti di formazione. È già autore di numerosi libri di successo tra cui Manuale di educazione cinofila (Edizioni LSWR, 2018) e Gli straordinari talenti del tuo cane (Edizioni LSWR, 2020).

Il libro

Manuale di rieducazione comportamentale cinofila
Come correggere i comportamenti indesiderati del cane
Edizioni Lswr
28.90 euro, novembre 2022 

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