Ecco perché dovreste regalare NeuroTribù per Natale

Ecco perché dovreste regalare NeuroTribù per Natale

Perché dovreste regalare NeuroTribù per Natale? È con questa domanda che Tara Haelle, autrice di Forbes, comincia il suo articolo dedicato al bestseller New York Timesdi Steve Silberman. E da subito la sua risposta: “Perché tutti hanno bisogno di leggere questo libro. Tutti. Quindi acquistatelo come regalo di Natale, oppure per la prossima estate, o per il compleanno di un amico o per un anniversario particolare”. Il suo suggerimento è di comprarlo e regalarlo in qualsiasi occasione “perché NeuroTribù è un libro essenziale per comprendere una parte della condizione umana”.

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Steve Silberman con Leo Rosa, un adolescente autistico descritto come “il ragazzo che ama cannucce verdi” nel libro ‘NeuroTribù.’ Foto di Shannon Des Roches Rosa – Fonte Forbes

E non è un libro da leggere solo se si conosce il mondo dell’autismo. Anzi: per chi non sa nulla di questo mondo, il bestseller risulta ancora più essenziale. Perché spesso, come ricorda Haelle, in molti dimenticano facilmente cosa sia. Si sbaglia facilmente, si guarda all’autismo come un handicap, non capendo invece che si tratta, a volte, di una persona con una disabilità. “La stessa cosa – scrive l’autrice – vale per i genitori di bambini autistici”. Nel suo articolo, Haelle ricorda anche alcune delle critiche che sono state mosse contro l’autore Steve Silberman, “colpevole” di aver escluso dal suo libro il ritratto dei genitori che “odiano” l’autismo che ha colpito i loro figli, mentre si è concentrato solo sulle famiglie che si sforzano di accettare i propri figli così come sono. “I genitori che odiano l’autismo dei loro bambini – ha confessato Silberman all’austrice – in realtà soffrono molto di più di genitori che accettano i loro figli per come sono”.

Ma che sfida attende i lettori di NeuroTribù? E’ un libro facile da leggere? “E’ un testo lungo – scrive – ma questo aspetto si dimentica in fretta, non appena si inizia a leggere, perché la prosa è scorrevole, la narrazione è avvincente”. Ma la parte difficile del libro è un’altra: è quella in cui si narrano “i terribili trattamenti riservati agli esseri umani” da parte di altri esseri umani”. Infatti Silberman, ricorda l’autrice, narra come venivano perseguitati di disabili durante il periodo nazista. E lo stesso Steve confessò a Haelle di aver pianto per giorni proprio nel periodo in cui faceva delle ricerche sullo sterminio nazista. E soprattutto nel periodo in cui doveva riportare i risultati delle sue ricerche in NeuroTribù.

Perché, quindi, regalare NeuroTribù per Natale? “Perché per la prima volta, in un unico testo, ci viene raccontata una storia così com’è, nuda e cruda. NeuroTribù ci ricorda anche tutte quelle idee sbagliate sul mondo dell’autismo. Ma, leggendo questo libro, possiamo scoprire tutto quello che Silberman è riuscito a scoprire nei suoi cinque anni di ricerca esaustiva” dice Haelle.

Leggere NeuroTribù, quindi, vuol dire comprendere che l’autismo è come una grande tavolozza di colori, con diverse graduazioni e sfumature. Ogni sfumatura corrisponde a un modo diverso di pensare, di vedere le cose, di vivere nel mondo. NeuroTribù fa luce, per la prima volta, sulla ricchezza della neurodiversità.

Perché, come conclude l’autrice dell’articolo, Great minds don’t always think alike.

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