Autismo: cos’è? E quali sono i sintomi? Qualche notizia in più

Autismo: cos'è? E quali sono i sintomi? Qualche notizia in più

L’autismo rientra in quelli che vengono definiti “disturbi pervasivi dello sviluppo”, un insieme di disturbi complessi comprendenti, tra gli altri, la sindrome di Asperger, il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato (complessivamente definiti come disturbi dello spettro autistico), che possono manifestarsi con gradi variabili di gravità.
I clinici sempre più spesso ormai utilizzano la dizione ‘Disturbi dello Spettro Autistico’ (Autism Spectrum Disorders, ASD) per Autismo, Asperger e PDD-NOS.
Questa definizione (spettro autistico) significa che il disturbo colpisce ciascuna persona in modo differente variando da una lieve a una grave sintomatologia.
Si tratta di disturbi che dipendono da un alterato sviluppo del cervello.
Chi ne è affetto presenta problemi di interazioni sociali, problemi di comunicazione (verbale e non) e comportamenti ripetitivi.
I problemi compaiono già nella prima infanzia, cioè intorno al 2°-3° anno di vita e persistono per tutta la vita.
L’autismo è stato per anni erroneamente considerato un disturbo dovuto a inadeguate relazioni nell’ambiente familiare dipendenti dal comportamento dei genitori (origine psicodinamica).
Attualmente la posizione scientifica condivisa a livello internazionale considera l’autismo una sindrome comportamentale associata a un disturbo dello sviluppo del cervello (porta con sè alterazioni della struttura e delle funzioni nervose) e della mente (include alterazioni dello sviluppo psico-cognitivo ed emozionale) con esordio nei primi tre anni di vita.
Sia fattori genetici che ambientali sono oggi considerati all’origine dello spettro autistico. La sindrome si configura come una disabilità permanente che compare in età infantile ma accompagna il soggetto per tutta la durata della vita. Le caratteristiche del deficit sociale e cognitivo, come in generale la sintomatologia clinica, sono eterogenee in termini di complessità e gravità e presentano una espressività variabile nel tempo.

I sintomi
Per la classificazione dei disturbi dello spettro autistico sono riconosciuti e utilizzati a livello internazionale due strumenti diagnostici: il DSM IV, Diagnostic Statistical Manual IV redatto dall’American Psychiatric Association , e l’ICD-10, International Classification of Diseases 10a edizione, redatto dalla World Health Organization. Questi due manuali presentano alcune differenze nella terminologia utilizzata per la classificazione delle diverse condizioni riferibili ai disturbi dello spettro autistico e alcune differenze nella combinazione dei criteri che definiscono la nosografia propria delle varie forme. D’altra parte entrambi i manuali condividono i principali criteri comportamentali considerando la seguente triade sintomatologica:
Sociale: compromissione, ritardo o atipicità dello sviluppo delle competenze sociali, con specifico riferimento alle relazioni interpersonali: apparente carenza di interesse e di reciprocità relazionale con gli altri; tendenza all’isolamento e alla chiusura sociale; apparente indifferenza emotiva agli stimoli o ipereccitabilità agli stessi; difficoltà ad instaurare un contatto visivo
Linguaggio e comunicazione: compromissione e atipicità del linguaggio e della comunicazione, verbale e non-verbale. Si stima che circa il 25% dei soggetti autistici non è in grado di comunicare verbalmente. I soggetti che sono in grado di utilizzare il linguaggio si esprimono in molte occasioni in modo bizzarro (parole fuori contesto, ecolalia).
Pensiero e comportamento: immaginazione povera e stereotipata con compromissione del gioco simbolico o di immaginazione; comportamenti ritualistici/ripetitivi, e scarsa flessibilità a cambiamenti della routine quotidiana e dell’ambiente circostante. Di solito un limitato repertorio di comportamenti viene ripetuto in modo ossessivo e si possono osservare posture e sequenze di movimenti stereotipati; i cambiamenti nell’ambiente abituale o nei ritmi della giornata possono determinare reazioni abnormi, come perdita del controllo, rabbia, aggressività.

La prevalenza
La sindrome autistica non presenta prevalenze geografiche o etniche, ma colpisce maggiormente i maschi rispetto alle femmine in un rapporto di 4 maschi per 1 femmina.
Secondo un rapporto pubblicato il 1 aprile 2016 da CDC (Centers for Disease Control) americano nel report settimanale sulla morbilità e mortalità (MMWR) si stima che circa 1 su 68 (14,6 per 1.000) bambini in età scolare siano stati identificati con un disturbo dello spettro autistico (ASD).
Essenzialmente questo rapporto non mostra alcun cambiamento nella prevalenza dell´ASD rispetto a quello di due anni fa. Tuttavia, è troppo presto per sapere se la prevalenza di ASD negli Stati Uniti si stia stabilizzando.

grafico autismoDal 2002 al 2010 la prevalenza stimata di ASD è aumentata approssimativamente del 123%.
Tra i bambini identificati circa 1/3 presenta una disabilità intellettiva.

“Quello che sappiamo per certo è che ci sono molti bambini che vivono con l´autismo e che hanno bisogno di servizi e supporto, ora e man mano che crescono in adolescenza e nell´età adulta”
( Stuart K. Shapira, MD, PhD, CDC)

Recenti pubblicazioni
Tanti sono i libri dedicati al tema dell’autismo. Ma quale sradica realmente i luoghi comuni e racconta l’autismo così com’è, mostrando la realtà senza filtri? E’ NeuroTribù, il bestseller New York Times, il caso letterario degli Stati Uniti dello scorso anno e da poco giunto anche in Italia, tradotto dalla casa editrice Lswr. Presentato per la prima volta in Italia a Milano, il 15 dicembre, il libro di Steve Silberman ha riscosso un notevole successo non solo tra chi conosce già l’autismo e lo affronta ogni giorno, ma anche tra quella fetta di popolazione che non sa cosa sia realmente questa problematica.

Bibliografia

http://www.spazioasperger.it/index.php?q=archivio-news&f=393-1-su-68-i-nuovi-dati-di-prevalenza-dello-spettro-autistico-indicano-uno-stop

http://www.iss.it/auti/index.php?id=380&tipo=2

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